🌍 A Multipolar Peace 🕊️

Bloomberg

“Il mondo si sta muovendo rapidamente verso un assetto multipolare. Questo, in molti modi, è positivo. Porta nuove opportunità di giustizia ed equilibrio nelle relazioni internazionali. Ma il multipolarismo, da solo, non può garantire la pace.”
— António Guterres, Segretario Generale ONU, 2023

Geopolitica: i conflitti si congelano

Nel 2026 i principali conflitti globali non termineranno con vittorie schiaccianti, ma con tregue e congelamenti.
In Ucraina si arriverà a un cessate-il-fuoco di fatto: Mosca manterrà territori occupati, Kiev resterà sovrana con il sostegno occidentale.
A Gaza un cessate-il-fuoco multilaterale, sostenuto da Stati Uniti, Egitto, Qatar e ONU, stabilizzerà la Striscia.
La crisi di Taiwan resterà contenuta: Pechino continuerà con pressioni militari simboliche, senza invadere.
In Africa il Sahel sarà diviso in nuove sfere di influenza, mentre in Congo la tregua mediata dal Qatar ridurrà un conflitto decennale.
Il Venezuela sarà reintegrato nel mercato globale, e in Medio Oriente la distensione tra Arabia Saudita e Iran resisterà, aprendo a nuovi accordi.
Il filo rosso sarà chiaro: i conflitti resteranno irrisolti, ma verranno incanalati in un equilibrio multipolare che eviterà escalation globali.

Finanza: il mosaico monetario

La de-dollarizzazione accelererà. Sempre più scambi energetici e commerciali avverranno in yuan, rupie o rial.
Il dollaro resterà centrale ma non più egemonico. Accanto ad esso emergerà un sistema policentrico fatto di dollaro, yuan, euro, oro e Bitcoin.
Gli investitori privilegeranno oro, bond a breve termine, mercati emergenti e Bitcoin come asset complementare.
Le borse occidentali cresceranno moderatamente, mentre i listini asiatici guideranno i flussi globali.

Tecnologia e spazio: frammentazione gestita

Il 2026 confermerà la splinternet: Internet sarà diviso in blocchi regionali, con la Cina e la Russia sempre più chiuse e l’Occidente a difendere un web aperto.
I paesi emergenti adotteranno modelli ibridi, tra controllo e apertura.

L’intelligenza artificiale raggiungerà livelli inediti di creatività e autonomia. Crescerà la pressione per un trattato internazionale che limiti le armi autonome, con l’ONU impegnata a proporre un’agenzia di controllo simile all’AIEA.

Nello spazio, la competizione sarà più politica e tecnologica che materiale. Gli Stati Uniti punteranno a riportare astronauti sulla Luna con Artemis, mentre la Cina intensificherà i preparativi per missioni con equipaggio entro il 2030.
Musk e Bezos continueranno a giocare un ruolo di acceleratori, con Starship e Blue Origin pronti a ridurre i costi di accesso allo spazio.
Non nasceranno basi permanenti, ma il 2026 segnerà il ritorno della Luna e di Marte al centro dell’immaginario geopolitico multipolare.

Società e lavoro: dopo la crisi

Con la fine dell’inflazione bellica i consumi torneranno a crescere.
Le nuove classi medie di Asia e Africa guideranno la domanda globale.
Il lavoro sarà trasformato dall’IA e nasceranno nuove figure professionali.
In Europa e Nord America sperimentazioni di reddito di base universale compenseranno l’impatto sociale.
La Cyber Generation userà la propria forza digitale per imporre priorità di pace, giustizia e sostenibilità.

I miliardari come nuovo polo di potere

Il 2026 mostrerà come i miliardari tecnologici siano ormai un terzo polo geopolitico.
Elon Musk, con infrastrutture come Starlink, influenzerà scelte di sicurezza.
Jeff Bezos investirà in spazio e media come attore statale.
I grandi fondi globali orienteranno transizioni energetiche e mercati come veri super-ministeri.
Questi attori avranno interesse diretto nella stabilità: la loro influenza sarà un fattore determinante verso la Multipolar Peace.

2027–2028: pace fragile o coesistenza stabile?

Il rischio di nuove escalation rimarrà: cambi di leadership, shock climatici o crisi interne potrebbero riaccendere tensioni.
Ma se gli accordi del 2026 verranno consolidati, nascerà una fase di coesistenza multipolare stabile: competizione economica e tecnologica, meno guerre dirette.
Il 2026 sarà ricordato come l’anno in cui il mondo avrà compreso che la pace non nasce dall’egemonia di uno solo, ma dall’equilibrio di molti.

Questo testo è una libera riflessione a scopo di studio prospettico e non rappresenta verità assolute né consigli operativi. Le considerazioni espresse valgono alla data di pubblicazione (agosto 2025) e possono mutare con l’evolversi degli eventi 

Gianpaolo Marcucci

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